FTP: un numero basta a dire chi è più forte?

Cerchiamo di fare un po’ d’ordine. Della FTP si parla da anni e spesso tra corridori ci si confronta sul proprio valore.
Ma cos’è realmente? A cosa serve conoscerla? E soprattutto… È davvero così utile in termini prestativi?

Riassumendo quanto riportato in letteratura, la Functional Threshold Power [FTP] viene definita come la massima potenza sostenibile in un test di 60 minuti. Nella pratica, però, molti preparatori preferiscono utilizzare un protocollo diverso, basato su una prova massimale di 5 minuti seguita da una di 20 minuti.

C’è da specificare che, oltre alla notevole differenza di protocollo, il valore finale di potenza media [espresso in watt] è da approssimare per difetto del 5%.
Esempio: In 20’ di sforzo ho tenuto una potenza media di 250w, -5% significa circa 237w.
In una prova di 60′ invece la potenza media molto probabilmente sarà più bassa.

Ma se ho una FTP più alta rispetto ad un mio avversario significa che sono più forte? No, non necessariamente.

La Gold Standard

Il concetto chiave è che un singolo valore va sempre inserito in un contesto più ampio, dove diverse variabili concorrono al risultato finale. Per analizzare la prestazione di endurance non si può prescindere dal mettere in relazione la FTP con il VO2max, la percentuale di utilizzo rispetto al VO2max, l’economia del gesto e la capacità di resistere alla fatica.

La gold standard tra i parametri che determinano la profilazione metabolica è però il Massimo Lattato allo Stato Stazionario [Maximum Lactate Steady State, MLSS] che, a differenza della FTP, rappresenta la massima potenza sostenibile a carico costante in uno sforzo di circa 30 minuti (alcuni preparatori considerano 20 minuti), senza che la concentrazione di lattato ematico subisca un incremento superiore a 1 mmol/l.

Generalmente, la potenza erogata in questo protocollo risulta più bassa rispetto alla FTP. Di quanto?
Dipende dal fenotipo dell’atleta,  grazie a questo valore diventa evidente come la FTP, da sola, non possa determinare la capacità prestativa: ciò che conta davvero è capire in che modo il lattato si accumula al di sopra di certe potenze e come l’atleta riesce a utilizzarlo.

In conclusione, conoscere la propria FTP è importante, ma non sufficiente. Servono altri parametri per avere una fotografia completa e accurata delle proprie capacità. Per ottenere queste informazioni è necessario sottoporsi a un test funzionale, mettere in relazione i dati raccolti e sviluppare un programma personalizzato, cucito sulle caratteristiche, le esigenze, le disponibilità e gli obiettivi di ogni atleta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *